Le basi
Cos'è la CSR (responsabilità sociale d'impresa)
CSR sta per Corporate Social Responsibility: la responsabilità che un'impresa ha per gli effetti delle proprie attività sulla società e sull'ambiente. Ecco cosa significa in pratica e come si collega a ESG e sostenibilità.
La definizione europea
Nella comunicazione del 2011 sulla strategia per la responsabilità sociale delle imprese, la Commissione europea ha definito la CSR come la responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società. È una definizione volutamente ampia, che ha sostituito quella precedente centrata sull'adesione «volontaria» a pratiche sociali e ambientali.
Il passaggio è importante. La CSR non è più solo ciò che un'azienda sceglie di fare in più rispetto alla legge, come una donazione o un progetto per il territorio. È il modo in cui gestisce gli effetti, positivi e negativi, del proprio lavoro quotidiano: come produce, come tratta le persone, come sceglie i fornitori, come prende le decisioni.
Per esercitare questa responsabilità, secondo la Commissione, un'impresa dovrebbe integrare le questioni sociali, ambientali, etiche, di diritti umani e dei consumatori nella propria strategia e nelle operazioni, in stretta collaborazione con gli stakeholder.
ISO 26000 e i grandi riferimenti internazionali
La norma ISO 26000, pubblicata nel 2010, è la principale guida internazionale sulla responsabilità sociale. Non è certificabile: offre un quadro di principi e di temi per orientare qualunque tipo di organizzazione, pubblica o privata. I sette temi fondamentali individuati dalla norma sono:
- governance dell'organizzazione;
- diritti umani;
- rapporti e condizioni di lavoro;
- ambiente;
- corrette prassi gestionali;
- aspetti specifici relativi ai consumatori;
- coinvolgimento e sviluppo della comunità.
Accanto a ISO 26000, i riferimenti più citati sono i dieci principi del Global Compact delle Nazioni Unite (diritti umani, lavoro, ambiente, lotta alla corruzione), i Principi guida ONU su imprese e diritti umani e le Linee guida OCSE per le imprese multinazionali sulla condotta d'impresa responsabile.
Il ruolo degli stakeholder
Stakeholder sono tutti i soggetti che influenzano un'impresa o ne sono influenzati: dipendenti, clienti, fornitori, comunità locali, investitori, istituzioni, ambiente naturale (rappresentato da chi lo tutela). La CSR parte da una domanda semplice: chi è toccato da ciò che facciamo, e in che modo?
Il dialogo con gli stakeholder serve a capire quali temi sono davvero rilevanti. È anche la base dell'analisi di materialità, il processo con cui un'azienda decide su cosa concentrare gli sforzi e cosa rendicontare. La approfondiamo nella guida al bilancio di sostenibilità.
CSR e Agenda 2030
L'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, adottata nel 2015, ha fissato 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) e 169 target. Non è rivolta direttamente alle imprese, ma è diventata un linguaggio comune: molte aziende indicano a quali obiettivi contribuiscono le proprie attività.
Il collegamento è utile solo se è concreto. Dichiarare di contribuire a dieci obiettivi su diciassette dice poco. Spiegare quale target è toccato dall'attività principale, con quali indicatori e risultati, dice molto di più.
CSR, ESG e sostenibilità: le differenze
| Termine | Cosa indica | Chi lo usa di più |
|---|---|---|
| CSR | L'approccio di gestione: come l'impresa si assume la responsabilità dei propri impatti | Imprese, terzo settore, istituzioni |
| ESG | I criteri di misurazione ambientali, sociali e di governance con cui un'impresa viene valutata | Investitori, banche, agenzie di rating |
| Sostenibilità | L'obiettivo generale: uno sviluppo che soddisfi i bisogni di oggi senza compromettere quelli delle generazioni future | Politiche pubbliche, comunicazione |
In pratica i tre termini si sovrappongono. La CSR è ciò che l'azienda fa, gli ESG sono il modo in cui questo viene misurato dall'esterno, la sostenibilità è il risultato a cui si tende. Per i dettagli sui criteri di valutazione vedi la guida ai criteri ESG.
Da dove parte un'impresa
- Mappare gli impatti della propria attività principale, non solo dei progetti collaterali.
- Ascoltare gli stakeholder per capire quali temi contano per loro.
- Fissare pochi obiettivi misurabili, con responsabili e scadenze.
- Raccogliere dati affidabili: senza dati non c'è rendicontazione credibile.
- Comunicare con onestà, includendo ciò che non funziona ancora.