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Gli stakeholder

I sei ambiti della sostenibilità d'impresa

Nel 2020 il Salone della CSR ha organizzato il programma in sei percorsi: ambiente, clienti, comunità, dipendenti, fornitori e investitori. È una mappa ancora valida per capire dove si gioca la responsabilità di un'impresa.

Aggiornato al 6 novembre 2026

1. Ambiente

È l'ambito più visibile, e spesso quello in cui si concentrano i dati più complessi. Riguarda le emissioni di gas serra, l'uso di energia e acqua, i rifiuti, l'inquinamento e la biodiversità.

2. Clienti

La responsabilità verso i clienti riguarda la sicurezza e la qualità di prodotti e servizi, la trasparenza delle informazioni, la tutela dei dati personali e l'accessibilità. Riguarda anche la correttezza delle dichiarazioni ambientali.

Con la direttiva europea 2024/825 sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde diventano pratiche vietate, tra l'altro, le asserzioni ambientali generiche non dimostrabili e i marchi di sostenibilità non basati su sistemi di certificazione o non stabiliti da autorità pubbliche. Approfondiamo il tema del greenwashing nella guida ai criteri ESG.

3. Comunità

Ogni impresa vive in un territorio. L'impegno verso la comunità va dal rispetto delle persone che abitano vicino agli stabilimenti alle collaborazioni con scuole, università e organizzazioni del terzo settore. Funziona meglio quando è collegato alle competenze dell'azienda: un'impresa digitale che forma giovani sulle competenze tecnologiche genera più valore di una sponsorizzazione scollegata dal suo lavoro.

Qui entra in gioco l'innovazione sociale, l'altra metà del nome del Salone: soluzioni nuove a bisogni sociali, spesso costruite insieme da imprese, enti pubblici e non profit.

4. Dipendenti

Le persone che lavorano in azienda sono gli stakeholder più vicini. I temi principali sono:

In Italia la certificazione della parità di genere (UNI/PdR 125:2022) è diventata uno strumento diffuso per misurare l'impegno su questo fronte.

5. Fornitori

Una parte rilevante degli impatti ambientali e sociali di un'impresa si trova fuori dai suoi cancelli, nella catena di fornitura. Gestirla in modo responsabile significa selezionare i fornitori anche su criteri ambientali e sociali, condividere codici di condotta, verificare il rispetto dei diritti dei lavoratori e accompagnare i fornitori più piccoli nel miglioramento.

Le grandi imprese soggette alla rendicontazione chiedono sempre più dati ai propri fornitori. Per evitare che questo si trasformi in un carico eccessivo per le PMI, le nuove regole europee limitano le informazioni che si possono pretendere lungo la catena del valore. I dettagli sono nella guida alla CSRD.

6. Investitori

Banche, fondi e assicurazioni valutano sempre più spesso i rischi e le opportunità legati alla sostenibilità. Per un'impresa questo si traduce in domande precise: quanto è esposta al rischio climatico, come è composta la governance, quali controlli esistono contro la corruzione. Le informazioni di sostenibilità entrano così nel rapporto con chi finanzia l'impresa, sia nel credito bancario sia nei mercati dei capitali. Ne parliamo nella guida ai criteri ESG.

Un consiglio pratico. Non serve agire su tutti e sei gli ambiti con la stessa intensità. L'analisi di materialità serve proprio a capire quali sono rilevanti per la tua impresa e per i tuoi stakeholder, e a concentrare lì risorse e misurazioni.